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Gruppo Consiliare Aggiunto

DOCUMENTO
CONVEGNO
BABY GANG A ROMA?
Fenomeno mascherato o indifferenza generazionale?
23 aprile 2010
L’idea di organizzare un Convegno su questa tematica nasce dalla costatazione che nella nostra società negli ultimi tempi, con maggiore frequenza si verificano episodi aggressivi e violenti i cui protagonisti sono giovani/adolescenti italiani e figli di immigrati.
Anche Roma è stata teatro di questi fatti, per cui è indispensabile prendere atto che bisogna centrare l’attenzione su concetti, pratiche e politiche che riguardano l’integrazione sociale, l’intercultura, la prevenzione del disagio giovanile nelle sue diverse espressioni, in breve su tutto ciò che riguarda le politiche per i giovani.
Intorno al fenomeno delle baby gang e a quello del bullismo dobbiamo soffermarci, analizzarli e comprenderne le dimensioni quantitative e qualitative, le cause e le conseguenze sia sociali che individuali ed infine individuare e promuovere, insieme con coloro che hanno gli strumenti politici, tecnici ed operativi, le strategie che possano prevenire e/o limitare la diffusione del fenomeno. Trattandosi di fenomeni trasversali riguarda immigrati e autoctoni.
Noi Consiglieri Aggiunti consideriamo che la tematica, per la sua ricaduta sulla cittadinanza, va trattata senza stereotipi di appartenenza etnica, sociale ed economica.
Il fenomeno delle baby gang è un sintomo sociale che chiama tutti ad assumerci la responsabilità di conoscere le dimensioni del fenomeno.
Al convegno sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni, professionisti che da anni operano e svolgono ricerche nel settore e rappresentanti di associazioni impegnati direttamente nel territorio.
Dai loro contributi sono emersi degli aspetti conoscitivi del fenomeno che possono essere delle indicazioni concrete per sviluppare dei progetti mirati alla prevenzione del fenomeno.
Partendo dalla considerazione che i relatori, ognuno dal suo punto di osservazione, hanno concordato sulla fatto che

• a Roma non sono presenti organizzazioni strutturate di baby gang, i dati sulle baby gang sono gestibili, quello che c’è dietro è poco gestibile e cioè l’informazione che veicola valori e concetti. Si può parlare di associazioni occasionali, il fenomeno non è strettamente correlato alle condizioni economiche, sociali, culturali, geografiche, ma è trasversale e tocca sia italiani che immigrati ed inoltre riguarda sia famiglie con basso livello di problematicità, famiglie normo-funzionali, sia famiglie con alto livello di problematicità.
• Si formano i gruppi per avere un senso di appartenenza per condivisione di interessi, di comportamenti (gruppi misti), per etnia.

• Gli adulti cosa fanno per la qualità dei tanti presidi che riguardano i ragazzi, i giovani. Il problema è molto complesso poiché occorre ricreare l’identità dei giovani.
• Le cause del fenomeno
• La solitudine, l’emarginazione, la frustrazione per le aspettative deluse, sono gli aspetti che accomunano i giovani che fanno parte delle baby gang, ma in effetti non ne sappiamo la dimensione.
• Dal bullismo ( insieme di comportamenti antisociali) si passa alla formazione di gruppi di giovani che provengono in parte da fasce sociali benestanti e che in minima parte coinvolgono gli immigrati. In molti quartieri della città (Parioli, Tor Bella Monaca, Testaccio, Tiburtina) accadono accoltellamenti e altri episodi di violenza urbana. Il bullismo per esprimersi ha bisogno di una dimensione gruppale. Le gesta del bullo hanno valore solo c’è un gruppo, la spettacolarizzazione. Le relazioni dei ragazzi avvengono in contesti strutturati, quindi dove c’è chi li vede.
• C’è un problema di identità, che è un problema di ricerca comune di identità sia collettiva che individuale, cioè costruire un’identità positiva dei giovani.
• dell’informazione senza filtri che veicola valori e concetti, introiettata dai ragazzi.

A tal proposito è stato sottolineato che:
• La solitudine di oggi è diversa da quella del passato. I bambini stanno davanti alla televisione, al computer, senza che i genitori si pongano come filtro. I giovani fanno le cose senza sapere il perché. Dunque occorre centrare l’attenzione sui canali di formazione e di informazione, non si possono considerare solo la famiglia e la scuola, ma dobbiamo parlare anche dei programmi televisivi per i ragazzi.
- Per fare prevenzione bisogna partire dai genitori perché sono i primi educatori e proseguire con la scuola con i progetti alla genitorialità.
- Un ruolo importante va dato all’informazione dei mass media, senza filtri, che assorbono i ragazzi.
- la mancanza di comunicazione e/o di comunicazione poco orientata, organizzata e mirata,
- la scarsa circolazione delle informazioni, di progetti e di iniziative
- la carenza di luoghi di aggregazione diversificati
- in ambito scolastico, la scarsità di progetti extracurriculari e di sportelli di ascolto dove possano rivolgersi genitori e studenti
- I luoghi di incontro del fine settimana, senza controlli, dove viene fatto uso di alcoolici e di sostanze stupefacenti che causano incidenti
- La dispersione scolastica è un indicatore di rischio.
- Quando si arriva a mettere in atto misure di repressione vuol dire che è fallita la filiera delle precedenti azioni di prevenzione.
-

Alcuni strumenti
• Occorre condurre ricercazioni per conoscere il fenomeno, nonché effettuare ricerche etno -antropologiche e un’attenta mappatura dei Municipi per individuare le aree più a rischio.
• Occorre costruire dei presidi validi, dove siano inclusi gli aspetti presenti nel contesto; ossia progettare gli spazi urbani idonei a rispondere alle esigenze degli attori che spesso configgono.
• creare una Rete di tutti i presidi sociali, educativi, culturali incluse le Ambasciate e il volontariato
• informazione
• progetto di osservazione progetti e iniziative mirate, che abbiano come veicolo fondamentale il rispetto delle regole. E’ importante mettere insieme le buone prassi che ognuno ha accumulato e frutto di progetti realizzati che hanno dato i loro buoni risultati.
• Per la dispersione scolastica la scuola è l’agenzia in cui si possono intercettare i comportamenti a rischio e dove è possibile intraprendere un recupero dei comportamenti e valori positivi, (ciò riguarda sia giovani stranieri che italiani), attuare percorsi interculturali e di mediazione sociale e culturale, quest’ultima per capire i codici esplicativi delle altre culture.
• La famiglia, come pilastro della società, va sostenuta alla genitorialità per incidere sui ragazzi.
• creare dei luoghi di aggregazione, luoghi diversificati: sportivi, sociali ecc.
• L’ Associazionismo è un elemento fondamentale perché a livello territoriale può attivarsi in più ambiti: culturale, sociale, ludico-sportivo, religioso, ecc. che possono svolgere un ruolo attivo di prevenzione.
• Per affrontare il problema della devianza giovanile dei ragazzi di origine straniera dobbiamo attivare iniziative coinvolgendo le Ambasciate.
• I ragazzi immigrati devono poter contare su: una scuola che includa e genitori che sappiano gestire il loro ruolo genitoriale e la loro importanza.


• La rete Rete Per comprendere il fenomeno la Polizia si è messa in rete con le Ambasciate

• mancanza di comunicazione e comunicazione poco orientata, organizzata e mirata. Per arginare il fenomeno bisogna conoscerlo e informare
• scarsa circolazione delle informazioni, di progetti e di iniziative.
• creare una rete di tutti i presidi sociali, educativi e culturali per impedire che diventi un fatto di polizia.
• intervenire e condurre ricercazioni
• adolescenti e giovani soffrono di solitudine. La solitudine, l’emarginazione, la frustrazione per le aspettative deluse, sono gli aspetti che accomunano i giovani che fanno parte delle baby gang.
• scarsità di mediazione sociale e culturale per capire i codici esplicativi delle altre culture.
• carenza di luoghi di aggregazione
• progetti per il doposcuola e momenti di incontro
• sportelli di ascolto dove possano rivolgersi genitori e studenti
• mappatura dei Municipi, per capire le aree più a rischio e quali strumenti di prevenzione e di sostegno sociale da potenziare e/o introdurne di nuovi.
• Il problema è molto complesso. bisogna creare l’identità dei giovani
• I luoghi di incontro del fine settimana, gruppi spontanei uso di alcoolici e di sostanze stupefacenti e gruppi spontanei riforniscono questa vita.
• dal bullismo ( insieme di comportamenti antisociali) si passa alla formazione di gruppi di giovani che provengono in parte da fasce sociali benestanti e che in minima parte coinvolgono gli immigrati
• il percorso scolastico: vediamo dopo le scuole medie su 100 studenti italiani 94 proseguono gli studi, mentre su 100 studenti stranieri ( a seconda delle comunità e del municipio) proseguono gli studi solo 10 ragazzi, gli altri 90 vogliono lavorare.
• le culture locali e le sottoculture, con elementi etno – antropologici, con grande velocità arrivano e vengono assorbite
conoscenza, si parla di aspettative deluse dei giovani, ma in effetti non ne sappiamo la dimensione. per conoscere bisogna fare una ricerca etno antropologica.
• C’è un problema di identità, che è un problema di ricerca comune di identità sia collettiva che individuale.
• Gli adulti cosa fanno per la qualità dei tanti presidi che riguardano i ragazzi, i giovani: Occorre costruire dei presidi validi, dove siano inclusi gli aspetti presenti nel contesto; ossia progettare gli spazi urbani idonei a tali esigenze. In tale situazione tanti attori configgono.
• progetto di osservazione, osservatorio sui giovani romani
• I ragazzi immigrati devono poter contare su: una scuola che includa ( i bambini non hanno scelto di venire qui) e genitori che sappiano gestire il loro ruolo genitoriale e la loro importanza.
• Il fenomeno non dipende dal fattore economico o dall’immigrazione In molti quartieri della città (Parioli, Tor Bella Monaca, Testaccio, Tiburtina) accadono accoltellamenti e altri episodi di violenza urbana
• cercare delle alternative, che non possono essere solo i luoghi di aggregazione, ma luoghi diversificati: sportivi, sociali ecc.
• è fondamentale mettere in rete tutte le realtà, tra cui anche il volontariato.
• Bisogna realizzare dei progetti che abbiano come veicolo fondamentale il rispetto delle regole.
• Nell’ambito dell’associazione si formano gruppi che sviluppano un loro linguaggio, ma alla base bisogna tenere un certo ordine e promuovere dei progetti per dare delle opportunità e far sviluppare i ragazzi.
• La dispersione scolastica è un indicatore di rischio. Abbiamo individuato che il bullismo per esprimersi ha bisogno di una dimensione gruppale, le gesta del bullo hanno valore solo c’è un gruppo.
• c’è un elemento nuovo che lo caratterizza il fenomeno (peraltro sempre esistito)ed è la spettacolarizzazione. Le relazioni tra i gruppi sociali cambiano, così come cambiano a seconda dei contesti.
• Le relazioni dei ragazzi avvengono in contesti strutturati, quindi dove c’è chi li vede.
• Lo studio sulla devianza minorile si poneva l’obiettivo di vedere come e se la famiglia del minore, autore del reato, potesse partecipare al processo di riabilitazione.
• Il fenomeno è trasversale e riguarda sia famiglie con basso livello di problematicità, famiglie normo-funzionali, sia famiglie con alto livello di problematicità
• Il reato si è osservato che 2 volte su 3 veniva commesso con altri, spesso si trattava di una dimensione gruppale.
• Spesso Non si può parlare di baby gang perché si tratta di giovani -adulti;
• Le politiche di intervento hanno bisogno di conoscenza e alla base occorre studiare le caratteristiche dei diversi gruppi e la loro provenienza. La famiglia come pilastro della società va sostenuta per sostenere i ragazzi.
• è importante mettere insieme le buone prassi che ognuno ha accumulato e frutto di progetti realizzati che hanno dato i loro buoni risultati.
• La solitudine di oggi è diversa da quella del passato. I bambini stanno davanti alla televisione, al computer, senza che i genitori si pongano come filtro. . I giovani fanno le cose senza sapere il perché.
• Bisogna costruire un’identità positiva dei giovani.


• Il bullo per essere tale non deve essere solo, ha bisogno del pubblico – il gruppo
• Per fare prevenzione bisogna partire dai genitori perché sono i primi educatori e proseguire con la scuola con i progetti alla genitorialità.
• Per la dispersione scolastica la scuola è l’agenzia in cui si possono intercettare i comportamenti a rischio.
• solitudine e dell’informazione senza filtri.
• i dati sulle baby gang sono gestibili, quello che c’è dietro è poco gestibile e cioè l’informazione, i valori, i concetti
• Dobbiamo centrare l’attenzione sui canali di formazione e di informazione. Non possiamo centrare l’attenzione solo sulla famiglia e la scuola, ma dobbiamo parlare anche dei programmi televisivi per i ragazzi.
• intraprendere un r recupero dei comportamenti e valori positivi, ciò riguarda sia giovani stranieri che italiani. Bisogna coinvolgere la scuola e predisporre e veicolare comportamenti positivi.
• Quando si arriva a mettere in atto misure di repressione vuol dire che è fallita la filiera delle azioni precedenti.
• Si formano i gruppi per avere un senso di appartenenza, gruppi etnici e gruppi misti italiani e stranieri.
• Per affrontare il problema della devianza giovanile dei ragazzi di origine straniera dobbiamo attivare iniziative coinvolgendo le Ambasciate.
• La scuola. Un altro pilastro centrale è la scuola soprattutto per quanto riguarda i percorsi interculturali e presenza della mediazione culturale e sociale.
• L’ Associazionismo è un elemento fondamentale perché a livello territoriale può attivarsi in più ambiti: culturale, sociale, ludico-sportivo, religioso, ecc. che possono svolgere un ruolo attivo di prevenzione.
• I matrimoni misti sono il terreno su cui bisogna mettere un’attenzione particolare, il loro incremento ci deve far riflettere anche sui percorsi identitari
• ci sono nuove dimensioni della realtà che vanno esplorate attentamente per conoscerle per poter mettere aggiustamenti idonei per promuovere una identità dei giovani positiva.
• L’intervento di Polizia si attua quando gli strumenti di prevenzione non sono stati efficaci.

Si suggerisce la costituzione di un tavolo tecnico per dare seguito .

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GRUPPO CONSILIARE AGGIUNTO
CONVEGNO
BABY GANG A ROMA?
Fenomeno mascherato o indifferenza generazionale?

Venerdì 23 aprile 2010
Ore 16,00 – 19,00
Sala Gonzaga – Via della Consolazione,4

Negli ultimi tempi con maggiore frequenza si sono verificati una serie di episodi, assurti alla cronaca, in cui i protagonisti erano giovani. Alcuni media hanno attribuito la responsabilità di questi fatti a baby gang composte da giovani italiani e stranieri.
Quanto c’e di vero in questa informazione?
E’ un fenomeno che riguarda solo le fasce sociali più deboli o si tratta di un fenomeno socialmente trasversale?
Quale tipo di politiche possono arginare tali fenomeni?
Come sensibilizzare la cittadinanza su questa problematica?

Ore 15,30 Registrazione partecipanti

Modera
On. Madisson Godoy Sánchez, Consigliere Aggiunto Continente America

Intervengono
On. Tatiana Kuzyk, Delegata del Sindaco per l’Integrazione delle comunità degli stranieri presenti a Roma
Dott. Vittorio Rizzi, Dirigente Squadra Mobile Questura di Roma
On. Giorgio Ciardi, Delegato del Sindaco alle Politiche della Sicurezza
On. Fabrizio Santori, Presidente Com. Speciale Politiche della Sicurezza Urbana
On. Giordano Tredicine, Presidente Commissione Politiche Sociali
On. Antonio Gazzellone, Presidente Commissione Scuola
On. Victor Emeka Okeadu, Consigliere Aggiunto Continente Africa
Dr. Giulio Russo, Presidente dell’Associazione Casa dei Diritti Sociali “Focus”
Dr. Claudio Cippitelli, Sociologo della Parsec – Cooperativa Sociale
Ing. Jaime Herrera, Presidente dell’Associazione “Integración Latina”
Dr.ssa Fabia Orlandi, IPRS, Istituto Psicoanalitico per le Ricerche Sociali
Dott. Roberto Di Giuseppe, Psicologo e Psicoterapeuta

Conclude

On. Romulo Sabio Salvador, Presidente del Gruppo Consiliare Aggiunto

Saranno invitati giornalisti delle testate nazionali, locali ed internazionali.


LARGO L. LORIA, 3 - tel. 06.671072335, 06.671072337, 06.671072338, 06.671072339 - fax 06.671072465

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Gruppo Consiliare Aggiunto

COMUNICATO STAMPA

CONVEGNO
BABY GANG A ROMA? Fenomeno mascherato o indifferenza generazionale?

Il Gruppo Consiliare Aggiunto del Comune di Roma ha organizzato per venerdì 23 aprile p.v. il Convegno “BABY GANG A ROMA? Fenomeno mascherato o indifferenza generazionale?” che si terrà presso Sala Gonzaga – Via della Consolazione,4 – h.16,00 – 19,00
Interverranno rappresentanti delle istituzioni, professionisti che da anni operano e svolgono ricerche nel settore e rappresentanti di associazioni impegnati direttamente nel territorio.
L’idea di organizzare un Convegno su questa tematica nasce dalla costatazione che nella nostra società negli ultimi tempi, con maggiore frequenza si verificano episodi aggressivi e violenti i cui protagonisti sono giovani/adolescenti italiani e figli di immigrati.
Anche Roma è stata teatro di questi fatti, per cui è indispensabile prendere atto che bisogna centrare l’attenzione su concetti, pratiche e politiche che riguardano l’integrazione, l’intercultura, la prevenzione del disagio giovanile nelle sue diverse espressioni, in breve tutto ciò che riguarda le politiche per i giovani.
Intorno al fenomeno delle baby gang e a quello del bullismo dobbiamo soffermarci, analizzarli e comprenderne le dimensioni, le cause e le conseguenze sia sociali che individuali. Trattandosi di fenomeni trasversali riguarda immigrati e autoctoni.
Noi Consiglieri Aggiunti consideriamo che la tematica, per la sua ricaduta sulla cittadinanza va trattata senza stereotipi di appartenenza etnica, sociale ed economica.
Il fenomeno delle baby gang è un sintomo sociale che chiama tutti ad assumerci la responsabilità di conoscere le dimensioni quantitative e qualitative del fenomeno ed individuare e promuovere, insieme con coloro che hanno gli strumenti politici, tecnici ed operativi, le strategie che possano prevenire e/o limitare la diffusione del fenomeno.
La constatazione attuale che possiamo fare è che i protagonisti di tali vicende sono anche le vittime.

LARGO L. LORIA, 3 - tel. 06.671072335, 06.671072337, 06.671072338, 06.671072339 - fax 06.671072465

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Ringraziamento speciale a:

AgenziaTuUnicredit

Ringraziamo Agezia Tu Unicredit per supporto dello sviluppo di guida "NOI DELL'EUROPA DELL'EST" che potete scaricare o consultare nella categoria "Continente Europa".

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logo uiaRingraziamo Ukraine International Airlines per supporto dello sviluppo di guida "GUIDA PER LA COMUNITA' UCRAINA IN ITALIA" che potete scaricare o consultare nella categoria "Continente Europa - Ucraina".
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