Holodomor 27nov in ucr

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Світ мусить знати про Голодомор


Маріанна Сороневич,
головний редактор "Української газети в Італії"


22 листопада Посольство України в Італії разом з мерією міста Рим провело форум у рамках заходів, спрямованих на визнання Італією Голодомору 1932-1933 років в Україні геноцидом українського народу. В історичний зал Карроччіо на Капітолійському пагорбі запросили журналістів та представників іноземних дипломатичних установ та української громади для того, щоб розповісти їм про найбільшу трагедію, яку пережив наш народ у новітній історії, і яка забрала життя мільйонів.


До присутніх з вітальним словом звернувся посол України в Італійській республіці п. Георгій Чернявський. Далі Додатковий радник від іноземних громад Римської мерії Тетяна Кузик зачитала резолюцію міської мерії за підписами голів політичних партій, що постановляє вшанувати жертви Голодомору в Україні у рамках “Дня пам’яті” 27 січня і включити до програми “Дому пам’яті та історії” серед інших геноциди, пережитих народами громад іммігрантів, що живуть у місті.


Оксана Пахльовська, професор римського університету “Ла Сапієнца”, у своїй доповіді висвітлила соціальні, політичні та історичні аспекти Великого Голоду, а професор Федеріко Арджентьєрі з американського університету Джона Кеббота зупинився на питанні цинічної співпраці між італійським фашистським та радянським комуністичним урядами – двома зразками тоталітарного режиму. Він також наголосив на потребі історичного вивчення та публікацій наукових праць на цю тему та зміні змісту шкільних книг. Лише так можна дати світові знання про тодішні події в Україні.Учасники конференції переглянули уривок фільму “Жнива розпачу” за монтажем Михайла Думінського та озвучення Світлани Духович. Отець Олександр Сапунко зупинився на релігійному аспекті тих подій. Комунізм, на його думку, мав вигляд поганської релігії, де слово вождів було законом. Та далі обіцянки фальшивих пророків були втоплені у крові та сльозах мільйонів.


Доктор Паскуале Татаро, президент історично-гуманітарного комітету “Сад справедливих у Турині” засудив поведінку провідників західного світу 40-х років, які змальовували Україну в оптимістичних тонах, поза тим, селяни у ній масово умирали від голоду. Заключний виступ належав Роману Вінарчуку, представнику посольства Естонії. Його країна була другою у світі та першою в Європі серед тих, хто визнав український геноцид одним із найбільших кримінальних злочинів режиму. Вела конференцію Маріанна Сороневич, головний редактор Української газети в Італії. Вона подякувала усім, хто прийшов, щоб вшанувати разом із українським народом жертви української катастрофи, зокрема представників посольств Азербайджану, Білорусі, Грузії та Естонії.Україна цінує солідарність та підтримку іноземних держав, які уже визнали Голодомор ’32-33 років, і сподівається, що Італія також висловиться на засудження жорстокої політики тодішнього комуністичного режиму. Визнання смертей мільйонів українців геноцидом є чинником відновлення історичної правди, оздоровлення від жахливого шоку, спровокованого сталінськими чистками.


Іван Стефурак та Михайло Думінський виготовили до конференції листівку, що українською та італійською мовами розповідає про основні віхи Голодомору в Україні. Гості також мали можливість познайомитися із фотодокументами та експозицією плакатів на тему Голодомору.


"Українська газета в Італії"

 

 

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Il Giorno della rimembranza in onore della memoria dei milioni di vittime

innocenti dell’Holodomor (sterminio per fame) in Ucraina

 

27 novembre 2009
h. 10,30 - 13,00
Sede: Sala del Caroccio (Campidoglio)
Piazza del Campidoglio, 1

 

Interverranno
  • On. Riccardo Migliori, Presidente della delegazione parlamentare italiana presso l’Assemblea Parlamentare della Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa,
  • S.E.Heorhii Cherniavskyi, Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario d’Ucraina in Italia
  • On.le Tetyana Kuzyk, Consigliera Aggiunta per il Continente Europa,
  • Dott.ssa Serena Tajè Forni, Ufficio Relazioni Internazionali del Comune di Roma,
  • Dott.ssa Olena Ponomareva, docente degli studi ucraini presso l’Università La Sapienza di Roma,
  • Dott. Giulio de Nicolais d'Afflitto, giornalista
  • Dott.Gabriele Ratini, direttore del giornale Forum International.

Moderazione dell’evento a cura della dott.ssa Marianna Sorononevych,
caporedattrice della “Gazzetta Ukrainska” in Italia

Proiezione del film del regista ucraino Sergiy Bukovsky intitolato “I Vivi”


“…Erano bambini quando tutto fu tolto ai loro genitori. Questo film racconta la storia di come sopravvissero alla Grande Carestia del 1932-33 in Ucraina. Si racconta altresì la storia del giornalista britannico Gareth Jones i cui rapporti veritieri sulla tragedia ucraina non furono mai ascoltati in Occident, come quanti Paesi dimostrarono tanta indifferenza verso le sofferenze di un popolo e come la società di agricoltori ucraini, in seguito, si levarono in piedi e divennero i padroni della propria terra…”
 
“Solo i Vivi possono risorgere.”
 
 
 
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INTERVENTO DELL’ON.LE
TETYANA KUZYK
Consigliera per l’Europa


L'Holodomor (in lingua ucraina Голодомор) fu la terribile carestia che colpì l'Ucraina sovietica tra il 1932 e il 1933. Si tratta della più grave catastrofe che si sia mai abbattuta sulla nazione ucraina durante la storia moderna, visto che essa significò la morte di diversi milioni di persone (le stime sono molto discordanti tra loro). Tale carestia fu causata dalla politica dell'Unione Sovietica.

Il termine Holodomor deriva dall'espressione ucraina moryty holodom (Морити голодом), che significa "infliggere la morte attraverso la fame". In Ucraina, il giorno ufficiale di commemorazione dell'Holodomor è il quarto sabato di novembre.

Se è vero che la carestia che interessò l'Ucraina fu parte di un più ampio fenomeno che si manifestò in altre regioni sovietiche, il termine "Holodomor" si applica esclusivamente a quanto accadde nei territori abitati da genti di etnia ucraina. Proprio per questo motivo, l'Holodomor è anche noto come "il genocidio ucraino" o "l'olocausto ucraino", espressione usata con l'implicazione che la carestia sia stata appositamente pianificata dalle autorità sovietiche per distruggere la nazione ucraina come entità politica e sociale. Mentre gli storici sono ancora divisi sul fatto di considerare l'Holodomor un genocidio (sulla base della definizione legale di genocidio fornita dalla Convenzione per la prevenzione e la punizione del crimine di genocidio), diversi Stati (Ucraina, Argentina, Australia, Azerbaijan, Belgio, Canada, Estonia, Georgia, Ungheria, Italia, Lettonia, Lituania, Moldova, Perù, Polonia, Spagna, Stati Uniti e Città del Vaticano) lo hanno riconosciuto come tale.

 

Cause ed effetti

Nei primi anni venti, quando l'Unione Sovietica aveva bisogno di guadagnare la simpatia delle altre nazioni al neonato stato comunista, l'Ucraina godette di un breve revival della sua cultura nazionale sotto la politica nazionalista nota come Korenizatsiya, che promuoveva l'inserimento dei rappresentanti dei singoli stati dell'Unione nel governo e nella burocrazia locale, così come nella piccola élite del Partito comunista. Questo periodo ebbe fine fin troppo presto, rimpiazzato dalla Russificazione, causando quindi gravi conflitti sociali, culturali e politici nei territori ucraini.

 

Collettivizzazione

Allo stesso tempo fu introdotta la collettivizzazione dell'agricoltura, che in Ucraina fu colpita molto più duramente che altrove, poiché l'Ucraina aveva una lunga tradizione di fattorie possedute individualmente, mentre la maggior parte delle fattorie russe, ad esempio, era di proprietà comune (anche se non collettiva).

Inaspettatamente, dal punto di vista bolscevico, la collettivizzazione fu alquanto impopolare tra la popolazione rurale. Fintanto che essa fu volontaria, pochi vi aderirono; il regime iniziò quindi a porre pressioni sui contadini e, per accelerare il processo, decine di migliaia di funzionari furono inviati in campagna tra il 1929 e il 1930. Contemporaneamente "Venticinquemila" lavoratori dell'industria, perlopiù devoti bolscevichi, furono inviati dalle città nelle campagne per aiutare a condurre le fattorie. Inoltre dovevano combattere le forme di resistenza attiva e passiva alla collettivizzazione, lotta che fu eufemisticamente denominata "dekulakizzazione": arrestando i 'kulaki' — termine peggiorativo col quale erano designati i fattori che si supponeva si opponessero al regime e trattenessero il grano — e deportando forzatamente le loro famiglie nei gulag siberiani. In effetti il termine 'kulak' fu applicato a chiunque resistesse alla collettivizzazione. Ci sono documenti che provano che circa 300.000 ucraini ne subirono le conseguenze nel 1930-31.

La politica sovietica diede prova di danneggiare il rendimento dell'agricoltura ovunque, ma poiché l'Ucraina era l'area più produttiva (agli inizi del XX secolo oltre il 50% della farina della Russia imperiale era prodotto in quella nazione), lì gli effetti furono particolarmente drammatici. Malgrado la riduzione del rendimento, le autorità sovietiche richiesero un sostanziale incremento del raccolto nel 1932, portandolo ad un obiettivo irrealizzabile, anche se alcuni storici credono che ciò non fosse intenzionale. Il 7 agosto 1932 il governo di Mosca varò un decreto che imponeva la pena di morte per il furto di una proprietà pubblica, includendo anche l'appropriarsi da parte di un contadino di grano per uso personale. A settembre il Politburo approvò delle misure che riducevano la pena a dieci anni di detenzione per i casi meno gravi, limitando la pena di morte ai casi di furti sistematici di cibo.

Magrado ciò alla fine di ottobre Mosca ricevette soltanto il 39% del grano richiesto. Quando divenne chiaro che la spedizione di grano non avrebbe raggiunto le aspettative del governo, la riduzione del rendimento agricolo fu imputata ai "kulaki", ai "nazionalisti" e ai "Petluravisti". Secondo un rapporto del capo della Corte Suprema, per la metà di gennaio 1933 oltre 103.000 persone erano state condannate in base al decreto del 7 agosto; di queste 4.880 furono sentenze di morte, 26.086 condanne a dieci anni di prigione. Le condanne a morte furono comminate principalmente ai kulaki; la maggior parte delle condanne a dieci anni ai contadini che non lo erano.

 

Repressione

Una speciale commissione capeggiata da Vjačeslav Molotov fu inviata in Ucraina per soddisfare le richieste di grano. Il 9 novembre un decreto segreto ordinò alla polizia bolscevica e alle forze di repressione di aumentare la loro "efficacia". Molotov ordinò anche di non lasciare grano nei villaggi ucraini e confiscare anche barbabietole, patate, verdure ed ogni tipo di cibo. Il 6 dicembre furono imposte le seguenti sanzioni ai villaggi ucraini: divieto di conservare nei villaggi alcun bene o cibo, il cibo o il grano trovato sarebbe stato requisito, divieto di commerciare e confisca di tutte le risorse finanziarie. Frequentemente delle "brigate d'assalto" effettuavano delle incursioni nelle fattorie per portar via il grano raccolto, senza tener conto se i contadini avessero cibo sufficiente per nutrirsi o se si lasciavano sementi per la prossima semina. Tutto ciò, combinato col divieto di commercio e la quarantena armata imposta dalle truppe dell'NKVD ai confini dell'Ucraina, trasformò il paese in un gigantesco campo di sterminio.

 

Carestia

La carestia colpì soprattutto la popolazione rurale. A paragone della precedente carestia russa del 1921-1923, causata dalla concomitanza delle requisizioni e della siccità, e della successiva del 1947, la carestia del 1932-1933 in Ucraina non fu causata da un collasso infrastrutturale, né dalla guerra, ma fu un deliberato atto politico e una decisione amministrativa.

Il risultato fu disastroso. In pochi mesi la campagna ucraina, una delle più fertili regioni al mondo, fu lo scenario nel quale imperversò una terribile carestia. Il governo sovietico negò gli iniziali rapporti sull'evento e impedì ai giornalisti stranieri di viaggiare nella regione. Alcuni autori affermano che "il Politburo e i comitati del Partito regionale insistettero che azioni immediate e decisive fossero prese contro la carestia così che gli "agricoltori coscienziosi" non avessero a soffrire, mentre i comitati di Partito dei singoli distretti dovevano essere istruiti affinché fornissero latte ad ogni bambino e decretassero che chiunque mancasse di mobilitare le risorse per sfamare o ospitare le vittime della carestia fosse perseguito".

La realtà fu drammaticamente differente secondo il racconto di migliaia di testimoni oculari. Le masse di bambini in fuga dalle campagne furono arrestate e deportate nei "collettori" e negli orfanotrofi, dove morirono presto di malnutrizione. Il regime sovietico tentò, ad un certo livello, di limitare gli effetti della carestia, autorizzando l'utilizzo di un totale di 320.000 tonnellate di grano come cibo. Le esportazioni di grano continuarono nel 1932-33, tuttavia, anche se a un livello significativamente inferiore agli anni precedenti.

Per prevenire il diffondersi di informazioni sulla carestia furono proibiti viaggi dal Don, dall'Ucraina, dal Caucaso settentrionale e dal Kuban con le direttive del 22 gennaio 1933 (firmate da Molotov e Stalin) e del 23 gennaio (direttiva congiunta del Comitato Centrale del Partito e del Sovnarkom). Le direttive affermavano che i viaggi "per il pane" da queste aree erano organizzati da nemici dell'Unione Sovietica con lo scopo di fomentare agitazioni nelle aree settentrionali dell'USSR contro le fattorie collettive; pertanto i biglietti ferroviari dovevano essere venduti soltanto dietro permesso dei comitati esecutivi (ispolkom) e coloro diretti a nord dovevano essere arrestati. Ciò contribuì ad aggravare il disastro.

Nel frattempo Stalin stava anche centralizzando il potere politico in Ucraina. Nel gennaio del 1933, in seguito alle lamentele da parte del Partito riguardanti i disastrosi effetti della collettivizzazione forzosa, egli mandò Pavel Postyshev in Ucraina come vicesegretario, insieme a migliaia di funzionari russi. Postyshev eliminò tutti i funzionari ucraini contrari alla collettivizzazione o che avevano supportato l'ucrainizzazione degli anni '20, sebbene alcuni sopravvissero, inclusi Stanislav Kosior e Vlas Chubar.

Le scorte di grano, limitate per dare un minimo sollievo alla carestia, erano ridotte per la semina del 1933, ma grazie alle condizioni climatiche dell'anno la mietitura del 1932-33 fu adeguata ad evitare il protrarsi della carestia. Nella primavera del 1933 le requisizioni di grano furono ulteriormente incrementate perché le città si trovavano in difficoltà. Allo stesso tempo continuavano le esportazioni, sebbene ad un livello ridotto. Le esportazioni erano viste come necessarie dal governo sovietico per ottenere valuta pregiata per rafforzare l'industrializzazione. La popolazione rispose a questa situazione con un'intensa resistenza politica, che però non divenne mai organizzata su vasta scala, anche per la bassa densità della popolazione rurale dell'Ucraina. Inoltre le autorità sovietiche risposero aspramente ai segni di dissenso, spesso deportando intere comunità.

 

Stime delle vittime

Mentre il corso degli eventi, così come le cause sottostanti, può essere tuttora oggetto di dibattito, nessuno nega il fatto che milioni di persone morirono d'inedia, o comunque non di cause naturali, per la fine del 1933. L'Unione Sovietica ha negato a lungo che ci sia mai stata una carestia e gli archivi dell'NKVD (e più tardi del KGB) relativi all'Holodomor sono stati aperti con riluttanza. Il numero esatto di vittime rimane sconosciuto e probabilmente non sarà mai conosciuto.

Le stime delle vittime variano da 1,5 a 10 milioni, il ministro degli esteri ucraino dichiaro' alla 61a assemblea delle Nazioni Unite che le vittime furono tra i 7 ed i 10 milioni; moderni metodi di calcolo, che utilizzano modelli demografici basati sui dati recuperati dagli archivi sovietici indicano una cifra compresa tra 3 e 3,5 milioni di morti.

 

Bibliografia

· Ewald Ammende, Human life in Russia, ed. John T. Zubal, 1936

· D. F Solovei, The Golgotha of Ukraine: Eye-witness accounts of the famine in Ukraine, ed. Ukrainian Congress Committee of America, 1953, ASIN B0006AV9C2

· Federation of Ukraine Prisoners, The black deeds of the Kremlin - A white book II - The great famine in Ukraine in 1932-1933, ed. Democratic Organization of Ukranians Formerly Persecuted by the Soviet Regime, 1955

· Oleksa Voropai, On the road to the West: Diary of a Ukrainian refugee, 1982, ASIN B0006EFN3E

· Oleksa Voropai, The ninth circle: In commemoration of the victims of the famine of 1933, ed. Harvard University, Ukrainian Studies Fund, 1983, ISBN 0960982205

· Oksana Procyk, Leonid Heretz, James E. Mace, Famine in the Soviet Ukraine 1932-1933: A Memorial Exhibition, ed. Harvard College Library, 1986, ISBN 0674294262

· Roman Serbyn, Bohdan Krawchenko, Famine in Ukraine, 1932-1933, ed. Canadian Inst of Ukranian Study Press, 1986, ISBN 0920862438

· Miron Dolot, Execution by Hunger: The Hidden Holocaust, ed. W. W. Norton & Company, 1987, ISBN 0393304167

· The Foreign Office and the famine: British documents on Ukraine and the Great Famine of 1932-1933, ed. Limestone Press, 1988, ISBN 0919642314

· Robert Conquest, Raccolto di dolore. Collettivizzazione sovietica e carestia terroristica, ed. Fondazione Liberal, 2004, ISBN 8888835083

· Leonard Leshuk, Days of Famine, Nights of Terror: Firsthand Accounts of Soviet Collectivization 1928-1934, ed. Europa Univ Press, 2001, ISBN 0970646402

· Anatoliy Dimarov, Yevhen Hutsalo, Olena Zvychayna, A Hunger Most Cruel: The Human Face of the 1932-1933 Terror-Famine in Soviet Ukraine, ed. Language Lanterns Publications, 2002, ISBN 096838997X

· R. W. Davies, Stephen G. Wheatcroft, The Years of Hunger: Soviet Agriculture, 1931-1933, ed. Palgrave Macmillan, 2004, ISBN 0333311078

· De Rosa G., Lomastro F., La morte della terra. La grande «carestia» in Ucraina nel 1932-33. Atti del Convegno (Vicenza, 16-18 ottobre 2003), ed. Viella, 2005, ISBN 888334135X

· Andrea Graziosi, Lettere da Kharkov. La carestia in Ucraina e nel Caucaso del nord nei rapporti diplomatici italiani 1923-33, ed. Einaudi, 1991, ISBN 8806121820

 

 

 

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28 novembre 2009 - il Giorno della rimembranza in onore della memoria dei milioni di vittime innocenti dell’ Holodomor (sterminio per fame)

in Ucraina

L'origine dell'Holodomor, termine ucraino che significa "sterminio per fame",quindil’annientamento di massa degli ucraini tramite una carestia artificiale è stato il consapevole atto del sistema politico di Stalin contro un popolo pacifico, la nazione ucraina e la classe sociale contadina in particolare.

Il motivo principale dell’organizzazione di una simile carestia artificiale fu la distruzione della base sociale dell’opposizione degli ucraini contro il potere comunista e il controllo totale da parte dello Stato su tutti gli strati della popolazione. A causa di ciò è sparito non soltanto l’intero ceto dei contadini-imprenditori agiati ed indipendenti, bensì anche intere dinastie di agricoltori che, da tanto tempo, mantenevano il popolo. Fu indebolita la base sociale della nazione, le sue tradizioni, cultura e identità. Nell'arco di qualche settimana 11 mila villaggi si svuotarono completamente.

Mentre nelle città si provvedeva ad un'industrializzazione forzata in barba a qualsiasi logica economica e all'annientamento dell'intellighenzia dissidente attraverso le purghe, le campagne venivano razziate, il grano confiscato fino all'ultimo grammo, venduto all'Occidente in cambio di valuta pregiata necessaria a finanziare l'industria.

Nella primavera del 1933, in Ucraina, a causa della fame morirono 17 persone ogni minuto, 1000 ogni ora, quasi 25 mila ogni giorno.

Parlando degli orrori della Carestia in terra di Ucraina, non si deve diminuire l’importanza delle vittime che ci furono in altre nazioni dell’URSS in seguito alla politica della collettivizzazione di Stalin. Le conseguenze le scontarono russi, bielorussi, kazaki...

Però, negli ucraini, geneticamente, rimase un ricordo speciale di questa Carestia. Infatti, come confermano gli esperti, le conseguenze demografiche della Carestia – senza parlare della memoria fisica – nel nostro popolo si sentono ancora oggi. Come segnalava il famoso storico della Carestia James Mays: “…La forzata collettività fu una tragedia per tutti i contadini sovietici, ma per gli ucraini fu una tragedia particolare”.

Una tesi ormai consolidata presso tutti gli storici che, in tempi recenti e grazie al crollo del sistema sovietico, hanno potuto approfondire lo studio di questa drammatica vicenda.

"Un progetto mirato e ben congegnato, con un sadismo politico e umano senza precedenti" - così lo definisce Oxana Pachlovska, docente di Ucrainistica all'Università "La Sapienza" di Roma e fondatrice dell'Associazione Internazionale di Studi Ucraini. "In quel periodo la campagna ucraina era presente in maniera massiccia nella vita politica e sociale del Paese ed era portatrice oltre che di una tradizione linguistica, famigliare e culturale di una certa filosofia di vita. Sterminare tutto d'un colpo questo mondo significava sbarazzarsi dell'Ucraina come fattore nazionale che impediva il consolidarsi della dittatura comunista" sottolinea ancora la Pachlovska parlando degli obiettivi di carattere sociale perseguiti dal regime attraverso la Grande Fame.

Il famoso storico italiano, professore di storia contemporanea presso l’Università di Napoli, Andrea Graziosi, diede un grandissimo contributo nella ricerca delle problematiche relative alla Carestia ed aveva provato che la fame fu il risultato dell’ideologia politica, diretta a distruggere la produzione commerciale e privata.

In un intervento al Convegno sull'Holodomor tenutosi a Vicenza nel 2003, Graziosi affermava che i documenti dei rappresentanti diplomatici italiani in Urss sulla carestia del 1932-33, rinvenuti nell'archivio del Ministero degli Esteri, "hanno radicalmente mutato la mia comprensione della storia sovietica e anche il modo in cui guardo al secolo passato". Sul tema il professore dichiarava: “La mia fiducia si basa non soltanto sui risultati di un lavoro ventennale, ma anche su fondamenti morali e spiritualii: senza la totale comprensione della “Grande fame” è impossibile capire la storia dell’Europa del XX secolo”.

L’iniziativa dell’Ucraina, riguardo al riconoscimento internazionale dell’Holodomor, mira al fatto che non si può continuare ad ignorare una delle più grandi tragedie del '900 perché, come ha detto Sua Santità Giovanni Paolo II: “La coscienza degli errori del passato serve a costruire il futuro”.

La società ucraina vuole stabilire una giustizia storica.

 

 

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День пам’яті жертв голодоморів.


27 листопада 2009 року в приміщенні Римської мерії на Капітолійському пагорбі у залі „Карроччо” відбувся День пам’яті жертв голодоморів, організований Посольством та додатковим радником Римської міської ради з питань країн Східної Європи Тетяною Кузик спільно з Департаментом культурної політики і комунікацій Римської мерії.
Римськаміська рада вдруге після міжнародної акції „Незгасима свічка” приймає комеморативний захід, присвячений вшануванню пам’яті жертв однієї з найжахливіших гуманітарних катастроф ХХ століття – Голодомору 1932-33рр. в Україні, що об’єднав представників міської влади, парламентаріїв, дипломатів та сотню італійських та українських студентів.
Західвідбувся на високому представницькому рівні за участю голови Постійної делегації Палати депутатів Італії у Парламентській асамблеї ОБСЄ Р.Мільйорі, сенатора, голови Центру міжнародних досліджень А.Форлані, Посла України в Італії Г.В.Чернявського, керівника Офісу мера м.Рим з питань міжнародних зв’язків С.Форні, додаткового радника Римської міської ради з питань країн Східної Європи Т.Кузик, викладача україністики Римського університету „Ла Сап’єнца” О.Пономаревої, журналістів Д.де Ніколаіса та Г.Ратіні.
Як підкреслив у своїй промові Посол Г.В.Чернявський, для українського народу визнання Голодомору на міжнародному рівні є „важливим чинником відновлення історичної справедливості, морального зцілення кількох поколінь від страшного соціального стресу, незаперечним доказом незворотності процесів демократизації суспільства, суворим застереженням і спробам поновити в Україні нову диктатуру та нехтувати найголовнішим правом людини - правом на життя”. Цитуючи слова італійського історика, професора новітньої історії Неапольського університету Андреа Граціозі, Г.В.Чернявський зауважив, що без повного розуміння причин Великого Голоду не можливо зрозуміти історію Європи ХХ століття.
ЗавершивсяДень пам’яті жертв голодоморів показом документального фільму українського режисера Сергія Буковського під назвою „Живі”. Як зазначив Посол Г.В.Чернявський перед початком перегляду „цей фільм – певною мірою маніфест, відповідь скептикам, які ставлять під сумнів справжність Голодомору. Відповідь тих, хто вижив, невблаганна правда їхньої пам’яті...”.

 

 

 

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“DONNE IMMIGRATE: SPERANZA PER LA CITTA’”

6 marzo 2009

INTRODUZIONE


Questo momento di incontro è stato voluto e promosso non solo da me in quanto donna, ma da tutto il Gruppo Consiliare Aggiunto. Il Presidente Victor Emeka Okeadu, che rappresenta l’Africa, il Consigliere Romulo Sabio Salvador che rappresenta l’Asia e il Consigliere Madisson Godoy Sanchez che rappresenta l’America latina. L’invito, dunque, a questa giornata è rivolto a tutte le donne che vivono nella nostra città, che provengono da ogni parte del mondo e sono appunto portatrici di differenti visioni del mondo, di sensibilità e di condizione di genere.


Le donne che, con tanta generosità hanno accettato di partecipare a questa giornata e a cui vanno fin da adesso i nostri ringraziamenti, esprimono il senso del titolo di questa giornata ” DONNE IMMIGRATE: SPERANZA PER LA CITTA’: sono donne che fortemente credono in una pacifica convivenza.


Esse sono donne impegnate in diversi ambiti: politica, dialogo interculturale, mediazione interculturale, imprenditoria, arte, cultura e tradizione, che hanno come obiettivo comune quello di facilitare i processi di integrazione.


Il loro impegno non è dato solo dalla loro azione positiva sociale e di porsi come agenti di mediazione e di integrazione, ma di essere delle osservatrici attente dei cambiamenti globali della società, dei nuovi bisogni sociali e ognuna dal suo punto di vista riesce ad esprimere quelle molteplici risorse, abilità, sensibilità e visioni del mondo che sono all’interno del mondo dell’immigrazione. Ma quello che emerge è l’esigenza di una maggiore conoscenza reciproca fatta anche di momenti di incontri come questi.


Il programma della giornata è intercalato da interventi musicali, dalla sfilata e dalla cerimonia del caffè che servono anche per sottolineare la presenza di talenti, di imprenditoria e di artigianato, nonché di usanze e riti che sono un arricchimento per tutti.


Fin da adesso voglio ringraziare i politici dell’amministrazione Comunale, del Ministero dell’interno e della Regione che interverranno.


Un ringraziamento particolare va alla moderatrice Maria De Lourdes Jesus che per la sua professionalità e il suo valore ha aderito con enorme disponibilità alla nostra iniziativa.


E, infine, ma è il cuore da cui è partita l’organizzazione di questa giornata, va una grande ammirazione e riconoscenza alle quattro donne Maria Josè Mendes Evora, Charito Basa ,Susanna Diku e Maria Marta Farfan che per aver ricevuto l’Onorificenza al merito della Repubblica Italiana sono la testimonianza del valore della presenza delle donne immigrate non solo nella città di Roma ma in tutta l’Italia.

Buona prosecuzione.

 

 

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Roma, 13 maggio 2009

 

COMUNICATO STAMPA


I Consiglieri Aggiunti Romulo Sabio Salvador, Tetyana Kuzyk, Madisson Godoy Sanchez auspicano un’ approfondito e serio dibattito , nella seduta del Consiglio Comunale prevista per domani 14 maggio,delle due mozioni presentate relative l’ una alla disamina di alcune norme inserite nel ddl sicurezza e l’ altra alle misure adottate dal Governo Italiano in ordine all’allontanamento dalle acque territoriali nazionali dei barconi di migranti.
La necessità di un dibattito in merito è tanto più pressante se si considera la procedura di approvazione adottata dal Parlamento, attraverso la previsione del ricorso alla fiducia.
l’ Aula Giulio Cesare potrebbe svolgere un ruolo centrale nel dibattito in corso.
Nello specifico degli ordini del giorno si evidenzia la nostra contrarietà rispetto al reato di clandestinità, all’ aumento della tassa di soggiorno del 150%,alla impossibilità di cure per i migranti irregolari ed infine al diniego di iscrizione anagrafica per i bambini figli di genitori irregolari. Per quanto riguarda l’ o.d.g. sui rimpatri coatti, fermo restando la necessità di regolamentare l’ immigrazione clandestina,riteniamo che il diritto di asilo debba essere comunque e sempre garantito sul territorio italiano, nel quale restano incluse le navi della Marina Militare.

 

Romulo Sabio Salvador

Tetyana Kuzyk

Madisson Godoy Sanchez

 

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GRUPPO CONSILIARE AGGIUNTO

COMUNICATO STAMPA
“I MONDI A ROMA: si incontrano, si conoscono e dialogano
per la pacifica convivenza”
Piazza di Porta San Giovanni - 4 e 5 luglio 2009


La manifestazione “I MONDI a ROMA: si incontrano, si conoscono e dialogano per la pacifica convivenza” promossa dal Gruppo Consiliare Aggiunto – On.li Romulo S. Salvador, Madisson Godoy Sanchez, Tetyana Kuzyk, Victor Emeka Okeadu – è riuscita nell’intento di offrire frammenti delle differenti culture che sono integrate nel tessuto della città, di farle dialogare proprio attraverso i protagonisti: gli immigrati.
La simbolica Piazza San Giovanni per due giorni il 4 e 5 luglio è diventato un “luogo” di incontro tra le comunità di immigrati e la cittadinanza. All’evento è intervenuto l’Assessore alle Politiche Culturali On. Umberto Croppi che ha considerato il valore costruttivo dell’evento per la città e che alla prima edizione ne faranno seguito altre.. Anche gli On. Giordano Tredicine Presidente della Commissione Politiche Sociali e l’On. Federico Rocca Vice Presidente della Commissione Turismo e si sono impegnati a sostenere il percorso politico intrapreso dal Gruppo Consiliare Aggiunto.
L’evento è stato presentato dal conduttore di Numeri Uno RAI DUE Angelo Martini e Marcia Sedoc che hanno introdotto i differenti stili musicali invitando ad esibirsi più di cento artisti dei quattro continenti con la partecipazione del percussionista Tony Esposito. Ma se concerti musicali e le danze sono state il collante che ha messo insieme tutti: immigrati, romani e turisti, il sogno realizzato è stata la sfilata di costumi etnici: un turbinio di stili, fogge, colori ed ornamenti che hanno sintetizzato nella diversità i saperi che ogni cultura ha in sé.
L’atmosfera serena e festosa del villaggio dei “Mondi romani” ha reso esplicito molto di quanto esiste ma che difficilmente ha lo “spazio/luogo” per esprimersi. Negli stands oltre ad esserci gli elementi identificativi dei Paesi rappresentanti i continenti (pannelli con foto, bandiere, quadri, artigianato ecc), è risultato rilevante il materiale informativo (guide, brochures, volantini) e la produzione editoriale (libri, giornali etnici). Ma l’aspetto interessante è stata la vitalità e la partecipazione che hanno avuto i dibatti e la presentazione di libri, che hanno portato a delle riflessioni attente sul diritto di voto amministrativo, dunque sulla partecipazione politica degli immigrati, sulla legge sulla Cittadinanza che ha un peso vitale sulle seconde generazioni ed, infine, sul ruolo dell’associazionismo degli stranieri come elemento facilitante nei processi di integrazione degli immigrati.
I Consiglieri Aggiunti ringraziano tutti coloro che hanno partecipato alla manifestazione e in modo particolare coloro che hanno reso possibile la sua realizzazione.
Gruppo Consiliare Aggiunto
Il Presidente
On. Romulo Sabio Salvador

LARGO LORIA, 3, tel. 06.671072335, 06.671072337, 06.671072338, 06.671072339, fax 06.671072465

 

 

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Roma, 13 maggio 2009

 

COMUNICATO STAMPA


I Consiglieri Aggiunti Romulo Sabio Salvador, Tetyana Kuzyk, Madisson Godoy Sanchez auspicano un’ approfondito e serio dibattito , nella seduta del Consiglio Comunale prevista per domani 14 maggio,della mozione presentata relativa alla disamina di alcune norme inserite nel ddl sicurezza .
La necessità di un dibattito in merito è tanto più pressante se si considera la procedura di approvazione adottata dal Parlamento, attraverso la previsione del ricorso alla fiducia.
l’ Aula Giulio Cesare potrebbe svolgere un ruolo centrale nel dibattito in corso.
Nello specifico dell’ ordine del giorno si evidenzia la nostra contrarietà rispetto al reato di clandestinità, all’ aumento della tassa di soggiorno del 150%,alla impossibilità di cure per i migranti irregolari ed infine al diniego di iscrizione anagrafica per i bambini figli di genitori irregolari.

 

Romulo Sabio Salvador

Tetyana Kuzyk

Madisson Godoy Sanchez

 

 

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“La Scuola in Festa” 26-30 maggio 2009 – Giardini di Piazza Vittorio “Nicola Calipari”


Il Gruppo Consiliare Aggiunto su invito dell’Assessorato alle Politiche Educative, Scolastiche, della Famiglia e della Gioventù nell’ambito della manifestazione “La Scuola in Festa” ha voluto dare il suo contributo coinvolgendo le associazioni che gestiscono le scuole per bambini e ragazzi stranieri finalizzate all’apprendimento, mantenimento e/o recupero della lingua e cultura del Paesi di provenienza.
Nello stand dedicato al Gruppo saranno esposti i materiali di diverse scuole straniere in particolare:

 

  •  “Centro Didattico per lo studio della Lingua e Cultura Russa “Nicolaj Gogol” esporrà i materiali del Centro per tutta la durata della Festa;
  •  Istituto scolastico ecuadoriano” Fei alegria” esporrà i materiali del Centro per tutta la durata della Festa;
  •  “Centro diurno della Comunità filippina”; mercoledi’ 27 maggio ore 15.00 – 20.00 presenterà materiali audiovisivi sulle attività del Centro;
  •  “Scuola Ucraina a Roma” che proporrà inoltre: sabato 30 ore 15.00 - 17.00 lezione di ucraino per i bambini delle Scuole elementari;ore 17.00 – 19.00 lezione di Ucraino per i ragazzi delle Scuole medie superiori.
  •  “Scuola Addizionale Croata a Roma”; sabato ore 16,30 - 17,00 esibizione di un gruppo di alunni, programma di canto e ballo.

Sabato 30 maggio inoltre

  •  Alle ore 17.00 un gruppo di ballo di bambini peruviani presenterà si esibirà con un programma di danze tradizionali
  •  Alle ore 20.00 esibizione del gruppo filippino “ Holy family corale” con uno spettacolo di musical e hip - hop

 

“FORUM”
Incontro/dibattito giovedì 28 maggio ore 18.00 – 19.00

“STRUTTURE EDUCATIVE DI SOSTEGNO ALLA SCUOLA”

 

Il Gruppo Consiliare Aggiunto ha voluto, inoltre, dedicare una riflessione sull’importanza delle Scuole Straniere a Roma. Al dibattitov“Strutture Educative di Sostegno alla Scuola” parteciperanno l’Assessore alle Politiche Educative, i Consiglieri Aggiunti e gli esperti del settore.

 

PROGRAMMA

ore 18.00 - Saluto dell’Assessore alle Politiche Educative della Famiglia e della Gioventù On. Laura Marsilio


ore 18.10 – Introduzione On.Victor Emeka Okeadu , Presidente del Gruppo Consiliare Aggiunto
Consigliere Aggiunto per il Continente Africa


ore 18.20 - Intervento dei Consiglieri Aggiunti del Comune di Roma:
On.Madisson Godoy Sánchez, Consigliere Aggiunto per il Continente America
“Scuole Transnazionali a Roma”
On.Tetyana Kuzyk , Consigliere Aggiunto per l’Europa non comunitaria
“Il doposcuola interculturale”
On. Romulo Sabio Salvador , Consigliere Aggiunto per il Continente Asia
“Un centro socio-educativo per bambini immigrati”

ore 18.30 - Intervento Rappresentanti delle Scuole straniere a Roma:
Prof.ssa Maria Luisa Berboza – Direttrice Scuola Ecuadoriana “Fé y Alegria”
Prof.ssa Mariya Nazarchuk – Insegnante della “ Scuola Ucraina a Roma”
Prof.ssa Angela Cernomorcenco – Insegnante del Centro per lo studio della
Lingua e Cultura russa “Nicolaj Gogol”

ore19.00 - Conclusioni

 

 

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Ringraziamento speciale a:

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Ringraziamo Agezia Tu Unicredit per supporto dello sviluppo di guida "NOI DELL'EUROPA DELL'EST" che potete scaricare o consultare nella categoria "Continente Europa".

Ringraziamo anche:

logo uiaRingraziamo Ukraine International Airlines per supporto dello sviluppo di guida "GUIDA PER LA COMUNITA' UCRAINA IN ITALIA" che potete scaricare o consultare nella categoria "Continente Europa - Ucraina".
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